Pdl: addio??

Stavolta Berlusconi fa sul serio. Tutto sarà studiato nei particolari. Lo ha garantito lui stesso nel vertice fiume dell’altro ieri a Palazzo Grazioli. «Il Pdl non funziona più», ha ripetuto più volte. Lo scandalo del Lazio è solo la conferma che c’è bisogno di un nuovo progetto. Non ci sarà un «repulisti» generale. Berlusconi avrebbe rassicurato gli esponenti del Pdl: sarà valutato nello specifico il contributo di ogni dirigente. Nessun «taglio lineare», insomma. Gli occhi del Cavaliere guardano al 1994, allo spirito che portò a Forza Italia. Non è un caso che negli ultimi giorni Berlusconi abbia incontrato diversi protagonisti di quel momento storico, come Stefania Prestigiacomo, Antonio Martino, Claudio Scajola e Antonio Tajani. Forse, secondo alcune fonti, anche Beppe Pisanu. Si fa strada l’idea di formare una lista civica, che vada oltre il Pdl. Ma ancora non c’è niente di deciso. Di certo, però, «bisogna ripartire entro dicembre». Intanto il caso Lazio arriva ai piani alti del Pdl. Le deposizioni dell’ex capogruppo alla Regione, Franco Fiorito, sfiorano il numero uno del partito alla Camera Fabrizio Cicchitto. I dirigenti fanno quadrato e respingono il «fango». Anche se Fiorito sarà espulso soltanto la prossima settimana. Un ritardo inspiegabile, dovuto anche ai troppi «imbarazzi» avuti da una parte del partito subito dopo l’esplosione della vicenda. Un’indecisione rilevante, tanto che adesso la faida azzurra nel Lazio si allarga al piano nazionale. Del resto, Fiorito spara in alto. Richiama i suoi colleghi, che «sapevano», tra cui Pier Ernesto Irmici, fedelissimo di Cicchitto. Nessun coinvolgimento, ma soltanto «falsità», ha replicato subito Irmici, «come facilmente riscontrabile dagli estratti conto del gruppo del Pdl». Da parte sua, Fabrizio Cicchitto ha spiegato: «Leggo su qualche giornale alcune insinuazioni che respingo nettamente e che anzi rinvio al mittente. Nessuno – consigliere regionale o dirigente del partito – mi ha mai neanche lontanamente informato di ciò che avveniva nella Regione Lazio per ciò che riguardava i fondi al gruppo regionale, né della loro ripartizione né tantomeno del loro uso fatto da gruppi e da singoli consiglieri regionali». Il resto della giornata è stata una processione di dichiarazioni per sostenere Cicchitto e ribadirgli la fiducia. «Sono convinto che Cicchitto nulla ha a che vedere con la vicenda della Regione Lazio che presto sarà totalmente chiarita» ha detto il vice presidente della Camera Maurizio Lupi. «Sono prive di qualsiasi fondamento, false e offensive, le accuse che vengono rivolte a Fabrizio Cicchitto. Ha tutta la mia solidarietà» ha ribadito l’ex ministro Mariastella Gelmini. Netto anche il sindaco Gianni Alemanno: «Sono certo che il capogruppo del Pdl alla Camera nulla abbia avuto a che vedere con le vicende che riguardano la Regione Lazio che mi auguro siano presto chiarite». Il coordinatore del partito, Sandro Bondi, va giù duro: «È chiaro che c’è un tentativo di colpire il Pdl attraverso una deliberata opera di discredito di un esponente come Fabrizio Cicchitto, il cui profilo politico e intellettuale è noto a tutti, amici e avversari». Interviene Giancarlo Galan: «Tentare di screditare con insinuazioni e ricostruzioni pericolose esponenti del partito di indubbia correttezza come Cicchitto, è un errore. Non c’è alcun bisogno di lavorare di fantasia per cercare ulteriori nomi da coinvolgere nella vicenda. Quanto emerso è già gravissimo». Il quadro è complesso. Si fa strada l’idea della scissione, con una parte di esponenti ex Fi ed ex An pronti a confluire in una lista civica. Le candidature saranno decise dal comitato di tre saggi, nominato ieri da Alfano: Franco Frattini, Manlio Contento e Rocco Crimi. Basterà?
