Città Viva, dimissioni Napolitano:”Continuerò il mio impegno politico”

Nola – Il capogruppo di Città Viva, Gianluca Napolitano, dopo le dimissioni di ieri, già previste nell’ambito del turn over al’interno della lista. evidenzia i temi portati avanti in questi mesi ed annuncia che continuerà il suo impegno politico per contribuire allo sviluppo della città.
“I grandi cambiamenti in atto – afferma Napolitano – nel nostro Paese ci portano a compiere scelte forti e radicalmente innovative. Le dimissioni e l’alternanza tra consiglieri confermano la volontà di portare avanti un nuovo modo di concepire l’attività politica, espresso dal movimento Città Viva sin dalla campagna elettorale per le comunali del 2009, all’insegna della passione civile e di un autentico spirito di servizio verso i cittadini, non per inseguire esclusivamente progetti ed ambizioni personali. Come dimostrano i risultati delle ultime elezioni, mai come in questo momento è alta la sfiducia nella politica e la distanza tra cittadini ed istituzioni. Tutte le forze politiche dovrebbero seguire il nostro esempio ed abbandonare i soliti vecchi retaggi, solo così si può lasciare la strada delle chiacchiere inutili ed avviarsi concretamente nel difficile cammino verso il rinnovamento.
Resterò vicino alle istituzioni ed ai bisogni della mia città, alla quale sono profondamente legato – continua Napolitano – continuando l’impegno per migliorare le condizioni di vita dell’intera comunità, per favorire un futuro di benessere diffuso e giustizia sociale, nello spirito dell’apertura culturale e dell’accoglienza. In questi anni ci siamo distinti per l’opposizione ferma ma costruttiva all’amministrazione Biancardi ed alla maggioranza consiliare di centrodestra. La città di Nola è stremata da una pesante emergenza sociale ed economica. Crescono povertà e disoccupazione, aumentano le famiglie in difficoltà e senza casa, in tanti – soprattutto giovani – sono costretti ad andare fuori per cercare lavoro. Aziende ed attività commerciali attraversano una crisi senza precedenti. L’ospedale è ridotto ad un accampamento di barelle, l’Università ha chiuso i battenti, perfino prendere la Circumvesuviana è diventata una scommessa.
Il caso Gori è ancora lontano dalla soluzione, la raccolta differenziata dei rifiuti non decolla, opere pubbliche bloccate in cantieri infiniti, strade e marciapiedi dissestati, sosta selvaggia, rioni popolari come Gescal e Stella dimenticati, le frazioni Piazzolla e Pizzone abbandonate, lo stadio sportivo mai completato. La grande opportunità dei beni culturali è svanita: il villaggio preistorico muore sotto il fango, l’anfiteatro tra le erbacce, il castello di Cicala cade a pezzi. In Piazza d’Armi fanno bella mostra lo scheletro del museo della cartapesta ed il fantasma dell’ex caserma Principe Amedeo. I cartapestai chiudono bottega e l’annunciata Fondazione per il rilancio della Festa dei Gigli rimane al palo. Le casse comunali sono sull’orlo del dissesto, sotto l’enorme mole di debiti fuori bilancio di cui ancora oggi non si conosce l’esatto ammontare. L’amministrazione comunale è da mesi allo sbando e non va oltre la solita propaganda”.
