domenica, Settembre 27, 2026
Politica

Cgil, vicenda Fiat: le irresponsabili dichiarazioni del sindaco di Pomigliano

La Cgil Pomiglianese esprime il più convinto apprezzamento per le
dichiarazioni rese dal Vescovo di Nola, Mons. Beniamino De Palma in
un’intervista rilasciata in data odierna a Radio Vaticana ( http://it.radiovaticana.va/news/2012/11/02/il_vescovo_di_nola_sulla_fiat:_rispettare_dignit%C3%A0_lavoratori,_non_sono/it1-635125
), sulla nota vicenda dei lavoratori Fiat.
Con la consueta serenità e determinazione Sua Eminenza ha richiamato al
“buon senso delle parti in causa” e ha “auspicato una ripresa del
dialogo, perché si immagini e si costruisca un futuro diverso nel mondo
del lavoro nel quale il primato non spetti soltanto al profitto e all’
economia, ma all’uomo con la cui vita ormai non è più consentito
giocare.”
Ed ancora l’autorevolissimo Vescovo De Palma, a proposito della odiosa
minaccia avanzata dal dott. Marchionne, ha dichiarato: “E’ un’
assurdità, questa. L’uomo non è una merce che si può cambiare a nostro
piacimento. L’uomo, ogni uomo, ha dei diritti inalienabili e a questi
diritti dell’uomo corrispondono anche doveri da parte delle
istituzioni, da parte della società. Non sono sacchi di patate: chi
entra e chi esce! Tutti, assolutamente tutti!, devono avere il diritto
al lavoro, senza pericolose distinzioni.”
Il Vescovo di Nola è riuscito, come sempre, in pochissime parole, ad
esprimere il comune sentire di tutti.
Nessuna odiosa guerra tra lavoratori può essere giustificata. Il
richiamo al comune senso di responsabilità deve trovare attenzione e
ascolto da parte di tutti.
L’intervento del Vescovo, speranzoso e angosciato al tempo stesso, si
incrocia felicemente con la ferma presa di posizione di governo,
partiti politici, sindacati, forze sociali ed economiche, contro il
ricatto di Marchionne.
Unica voce, stonata ed irresponsabile, risulta quella del sindaco di
Pomigliano, Raffaele Russo.
Il sindaco, ad un importante quotidiano nazionale ha letteralmente
dichiarato: “La Fiom è la prima responsabile di quanto stanno vivendo
gli operai dello stabilimento della Fiat di Pomigliano d’Arco e se,
come si vocifera, dovesse chiudere, si finirà come a Termini Imerese”.
Un intervento, quello del sindaco, che getta benzina sul fuoco.
Delegittima le 2 sentenze della magistratura, dà forza al ricatto, è,
insomma, totalmente irresponsabile. Come irresponsabile è quel suo
richiamo a voci secondo le quali, contraddicendo le stesse
dichiarazioni di Marchionne, Pomigliano potrebbe finire come Termini
Imerese. Il sindaco di Pomigliano alimenta incertezze e paure,
drammatizza un contesto già carico di tensioni. E’ doveroso da parte
sua, nei confronti dei lavoratori e della collettività di Pomigliano,
che chiarisca subito a quali voci si riferisce e di quali informazioni
è in possesso. Parli chiaro: dica tutto ciò di cui è a conoscenza,
oppure taccia. Un buon sindaco dovrebbe lavorare per unire la città e
non per fomentare  contrapposizioni sterili, dannose e sbagliate.
I segnali cifrati non gli sono consentiti. Ha già fatto sin troppi
danni, nel corso di questi anni, ai lavoratori,  all’economia ed alle
prospettive della Città di Pomigliano.

Cgil Zona Pomiglianese e Nolana
Il Responsabile

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