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Nola, il Consiglio delibera la procedura di dissesto. Maggioranza "Non c'erano i numeri per riequilibrare il bilancio". Opposizione "Scelta evitabile"


Nola – Con 15 voti a favore, quelli della maggioranza, 8 contrari, quelli di una parte dell’opposizione, e l’abbandono dell’aula del consigliere del M5S, il Consiglio comunale vota l’avvio della procedura di dissesto dell’ente.

Un giorno, quello di ieri, che passerà alla storia per il default del Comune: evitabile, per l’opposizione, una scelta tecnica obbligata per la maggioranza.

 

La decisione giunge dopo ore di dibattito serrato tra le parti che non ha mancato anche momenti di acceso confronto. Ad illustrare i motivi alla base del dissesto è stato l’assessore al bilancio Francesco Antonio Galasso. L’analisi parte dall’impossibilità di poter determinare l’equilibrio di bilancio dell’attuale esercizio. Tutto questo, anche a causa di fatti nuovi intervenuti rispetto anche al piano di rientro già stabilito dal Commissario prefettizio che nei mesi scorsi ha dichiarato il pre-dissesto, spalmando le passività in venti anni. In particolare, ci sono stati nuovi pignoramenti e il lievitare del contenzioso che hanno determinato una incapacità a riequilibrare l’esercizio finanziario in corso per circa 2 milioni e 600 mila.

 

L’ assessore Galasso ha parlato della grave difficoltà dell’ente ad incassare i tributi, evidenziando l’alto tasso di evasione fiscale che supera il 60 percento. “Più che un dissesto finanziario – ha precisato Galasso – siamo di fronte ad un dissesto organizzativo”.

Il sindaco Gaetano Minieri ha sottolineato come la pur dolorosa scelta non comporterà sostanziali effetti diretti per i cittadini, visto che le aliquote dei tributi locali sono già al massimo livello a seguito della dichiarazione di pre-dissesto del Commissario prefettizio.

 

Con il dissesto, l’intera contabilità relativa al passato sarà gestita da una commissione ministeriale, mentre l’ amministrazione comunale ripartirà con una nuova contabilità seppur con dei precisi limiti di spesa e vincoli vari.

 

Noi come consiglieri comunali – hanno dichiarato i consiglieri di Più Nola, Alberto Verani, Francesca Cutolo, e Vincenzo Iovino – garantiremo tutta la nostra collaborazione all’Organismo straordinario di liquidazione che avrà il compito di quantificare l’ammontare ldella massa passiva. Ora dobbiamo pensare al futuro della nostra città, sebbene attraverseremo un periodo difficile. Il dissesto rappresenta uno spartiacque: da un lato, certifica il fallimento delle amministrazioni precedenti dall’altro, un punto di partenza. Un nuovo inizio

 

Per la parte di opposizione che ha votato contro, non sono stati messi in campo tutte quelle azioni necessarie per evitare il dissesto. In particolare, non sono stati ancora inviati, da parte degli uffici preposti, gli accertamenti tributari relativi agli anni 2014 – 15-16-17-18- Solo nella mattinata di ieri, il dirigente Fattore ha inviato una nota al presidente della Commissione finanze circa l’accertamento per l’anno 2013.

 

 

“Ci chiediamo – ha dichiarato il consigliere Cinzia Trinchese, del gruppo al Cuore di Nola – perché non si è modificato, così come consente la legge, il piano di riequilibrio. Non si può sfuggire alle proprie responsabilità, va sempre garantita la continuità dell’azione amministrativa. Anche nell’amministrazione di cui ho fatto parte, insieme a numerosi colleghi che oggi siedono tra i banchi della maggioranza, abbiamo dato risposta a debiti contratti da amministrazioni precedenti, mi riferisco, ad esempio, alla questione Campania Felix, al contenzioso Snie, o quello relativo all’esproprio del terreno per la costruzione del liceo Albertini. Non è un segnale di discontinuità dichiarare un dissesto che si può facilmente evitare. Sapevano che la situazione era difficile, l’abbiamo vissuta sulla nostra pelle e proprio per questo, nella precedente amministrazione, non abbiamo contratti nuovi mutui”.

 

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