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Nola, le bollette Gori non arrivano da mesi. A Piazzolla addirittura da anni: maxi stangate per gli utenti


Nola – Caos a Nola per le bollette della Gori relative al servizio idrico. Tantissimi sono i cittadini che da mesi non ricevono più le periodiche comunicazioni di pagamento. In alcune zone, segnatamente nella frazione di Piazzolla, queste non arrivano addirittura da tre anni.

Una situazione paradossale a cui nessuno riesce a dare una reale spiegazione. Nemmeno lo sportello all’interno dell’atrio del Comune, unico elemento di collegamento con il gestore del servizio idrico, i cui uffici sono stati trasferiti, da tempo, a Pomigliano D’Arco.

A pagare il peso di questo grave disservizio è sempre il cittadino. Quest’ ultimo, di sua sponte, stante il difetto di comunicazione della Gori, si reca presso lo sportello comunale, sostenendo le fila del caso e chiedendo di verificare l’arretrato oltre che la ristampa del bollettino. Essendosi, naturalmente, cumulate numerose bollette, inevitabilmente la cifra corrispondente è sovente consistente. Ed allora i tanti malcapitati chiedono un rateizzo. Per conoscere l’esito della domanda devono poi ritornare allo sportello, sottoponendosi la stessa trafila di attesa.

Quanto sta accadendo non fa che esacerbare il rapporto tra i cittadini nolani ed il gestore, che per la verità non sono stai mai idilliaci. La città di Nola è stata tra i focolai più accesi della lotta, ancora in corso, per la ripubblicizzazione della gestione dell’acqua e negli anni scorsi si è svolto anche un referendum consultivo per il ripristino della gestione pubblica. Vanno poi ricordate le tante manifestazioni di disobbedienza civile, di cui molti cittadini si sono resi protagonisti, dando vita a numerosi contenzioni.

Altro motivo di frizione è stato il trasferimento degli uffici della Gori, da Nola, dove erano ubicati in via Cimitero, a Pomigliano. Una circostanza che ha costretto gli utenti del territorio a , “trasferte” allorché sorgano dei problemi con il gestore. Una situazione che è stata parzialmente compensata con l’apertura di sportelli territoriali presso le sedi comunali.

Ma a rendere difficili i rapporti con i cittadini sono anche i disservizi con i quali questi ultimi sono costretti a convivere. E’ il caso della bassa pressione che spesso riguarda anche i pianoterra.

Una problematica che costringe molti stabili a dotarsi di autoclave con un pesante aggravio dei costi di energia elettrica. A tutto questo, bisogna aggiungere anche l’eccessiva presenza di calcare che rende l’acqua non consigliabile da bere, rendendo così necessario l’acquisto di acqua minerale per l’uso comune. Anche in questo caso appesantendo le economie delle famiglie. E poi le frequenti sospensioni del servizio, per motivi vari, con tutti i disagi conseguenti. Infine, anche per quanto concerne la manutenzione ordinaria, si registrano molte lamentele. Nel mirino, in particolare, la pulizia della catidoie di cui molti utenti si dolgono per l’ assenza di un regolare monitoraggio. Un vulnus che spesso è alla base dei frequenti fenomeni di allagamento. 

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