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Nola, documento dell'opposizione. "Dissesto evitabile: niente è stato fatto per riscuotere ed accertare i tributi pregressi"


Nola –“ Il dissesto non s’ha da fare”. E’ questo, di fatto, il senso del documento firmato dai consiglieri comunali di opposizione, Cinzia Trinchese, Carmine Coppedo, Raffaele Parisi, Giovanni Erasmo Carrella, Carmela Scala, Enzo De Lucia, Claudia Mauro, Giuseppina Arvonio.  

Secondo questi ultimi, infatti, non vi sarebbero i presupposti per una dichiarazione di dissesto. I rilievi, verso quello che è l’orientamento dell’amministrazione guidata dal sindaco Gaetano Minieri, come scelta tecnica inevitabile, sono stati eccepiti, dagli stessi, anche in commissione comunale finanze. “I rappresentanti dell’Amministrazione comunale – si legge nel documento dei consiglieri di opposizione - sottoscrittori – ad oggi ( e dopo oltre un anno dall’insediamento del Commissario prefettizio) non sono in grado di riferire l’ammontare degli accertamenti notificati per l’anno 2013 e la regione per cui, nel corso dell’anno 2019, non sono stati verificati gli accertamenti per i periodi, nonostante durante l’anno di commissariamento sia stato affidato con un incarico esterno, tale specifico incarico.”

Quella rappresentata, secondo i consiglieri di opposizione, nella proposta della maggioranza non sarebbe la reale fotografia dell’ attuale stato finanziario, perché a mancare sarebbero le azioni finalizzate alla riscossione e all’accertamento dei tributi. “L’ esistenza dei parametri fissati dalla legge, necessaria per l’attuazione della procedura di dissesto – si legge ancora nel documento dell’opposizione (non sottoscritto però da Giuseppe Tudisco, M5S)- deve sussistere unicamente con riferimento alla reale situazione finanziaria dell’ente, all’attualità della dichiarazione di dissesto, essendo, tra l’altro, inammissibile ogni previsione futuristica slegata dal riscontro dell’esistenza dei medesimi all’attualità”.

Dunque, secondo i sottoscrittori del documento, il dissesto è un’ ipotesi che si potrebbe  evitare se solo si mettessero in campo le dovute azioni rivolte al potenziamento della riscossione. “Niente, però, è stato fatto per riscuotere ed accertare i tributi (ed altre entrate) per gli anni pregressi e quindi consolidare la reale situazione dell’ente per procedere, eventualmente, all’operazione di riequilibrio finanziario”. Ed è proprio per questo che i consiglieri di opposizione chiedono all’amministrazione comunale di porre in essere ogni azione funzionale a scongiurare, allo stato, la dichiarazione di dissesto, dando attuazione agli strumenti previsti dalla legge a procedere alla ricostruzione della reale situazione finanziaria dell’ente, e poi, alla conseguente verifica della sussistenza o meno dei presupposti per la dichiarazione di riequilibrio finanziario o dissesto dell’ente stesso. Il 26 agosto è fissato il Consiglio comunale per la discussione del riequilibrio di bilancio. “Il primo capo all’ordine del giorno –ha ribadito in questi giorni Antonio De Lucia, presidente della commissione finanze – è quello dell’approvazione del riequilibrio di bilancio. Tutte le relazioni tecniche evidenziano un’ impossibilità di riequilibrare l’esercizio in corso. Una volta votata la presa d’atto del mancato riequilibrio, si passerà al secondo punto, e cioè alla votazione circa l’avvio della procedura di dissesto che rappresenta una diretta ed inevitabile conseguenza del disequilibrio finanziario nel quale, attualmente, versa l’ente”.

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