I cookie ci aiutano ad offrirti un servizio migliore. Utilizzando il nostro sito accetti l'uso dei  cookie.

Contenuto Principale


6342409

De Luca: Azienda di Nola produrrà 1 milione di mascherine. Per inizio aprile previsti oltre 3000 contagi in Campania


Da lunedì avremo a disposizione le prime 50 mila mascherine chirurgiche realizzate da un’azienda di Nola, che ne produrrà, in queste settimane circa 1 milione. A comunicarlo è il Governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca, nel suo video-messaggio di aggiornamento sull’emergenza CoronaVirus in Campania.

Attualmente – afferma De Luca – abbiamo 750 contagi, di cui 79 sono in terapia intensiva. La previsione, per il 29 marzo, è di circa 1500, ad inizio aprile le persone positive saranno circa 3000 di cui 140 avranno bisogno della terapia intensiva. Siamo difronte a dati pesanti, ma che abbiamo la possibilità di governare, se vengono rispettate le condizioni. Su 6 milioni di abitanti, questa sarebbe un emergenza gestibile, ma se continuano i comportamenti irresponsabili, il problema può diventare drammatico.

De Luca sottolinea la divergenza di pensiero con l’operato del Governo: “Le mezze misure non risolvono il problema ed aggravano le condizioni di vita dei nostri cittadini, L’Italia resta il paese del “mezzo-mezzo” e del “fare finta”, nel senso che imponiamo le ordinanze e poi non le verifichiamo. Non possiamo dire “stiamo a casa” e poi consentiamo l’attività sportiva individuale, non possono bastare le autocertificazioni. L’80% dei cittadini viva una situazione pesante, restando in casa, ma questo sacrificio resta vano se il restante 20% non riesce a sacrificarsi per un mese, che sarebbe risolutivo, ma rischia di trascinarci nel baratro, penalizzando i cittadini corretti”.

CHIUDERE TUTTO E MILITARIZZARE IL PAESE

“Ritengo sia il momento di chiudere tutto e militarizzare l’Italia. Se abbiamo deciso che l’obbiettivo è quello di contenere il contagio, tutti i copri dello stato devono essere funzionali a questo obbiettivo”. De Luca plaude all’arrivo dei militari sul territorio campano: “Apprezzo l’invio delle 100 unità giunte in Campania, ma non servirà a molto, vista la dimensione del problema. Se perdiamo il controllo i morti in Campania saranno migliaia, qui abbiamo le aree a più alta densità abitativa d’Europa, c’è bisogno di misure chiare, determinate e definitive. Le pattuglie devono avere il potere di dissuadere gli incivili, con sanzioni pecuniarie ed anche con il sequestro dei mezzi di trasporto”.

De Luca conferma che l’aumento vertiginoso dei casi in Campania è dovuto, sostanzialmente, da tre motivi fondamentali. Il primo è certamente il rientro incontrollato di persone dal Nord, che ora sta portano i primi effetti. Il problema di maggior gravità, secondo il Governatore, è il contagio del personale sanitario: “Oggi l’8 del personale medico è contagiato, se dovessimo arrivare al 20-30% salterebbe tutto, dobbiamo mettere in campo tutti i mezzi per tutelare al massimo medici e infermieri”. Altra causa, scatenante del contagio, sta nell’inciviltà di chi non rispetta le ordinanze. Qui De Luca usa parole dure: “Abbiamo una bomba in casa che può esplodere da un momento all’altro. Comportatevi come volete, ma se andiamo avanti cosi, tra una settimana conteremo i morti e rischiamo di non avere posti letto per le vostre madri e i vostri padri. Le immagini che arrivano dalla Lombardia sono drammatiche, provate ad immaginarle qui. Rischiamo di imboccare la discesa verso il contagio incontrollato”:

LE INIZIATIVE DELLA REGIONE PER LA LOTTA AL VIRUS

La protezione Civile aveva promesso alla Campania 225 ventilatori e 621 caschi entro oggi. Allo stato attuale, ne sono arrivati 5, la regione avrebbe bisogno di 400 ventilatori di terapia intensiva. “L’impegno preso è saltato – conferma De Luca – noi ci siamo attivati autonomamente per reperire, nelle nostre possibilità, tutto ciò che serve, aldilà di quanto la Protezione Civile ci ha promesso“. La Campania ha attivato contatti personali con alcuni fornitori Cinesi, da cui dovrebbero arrivare, nei prossimi giorni, 150 respiratori. La regione ha provveduto, inoltre, ad acquistare autonomamente 1 milione e 300 mila mascherine FFP2 ed FFP3, oltre alla già citata fornitura di 1 milione di mascherine chirurgiche, che saranno prodotte a Nola. Sono stati acquistati, inoltre, 700mila kit per un test rapido alla positività, che saranno a disposizione entro 3-4 giorni: “Non possiamo fare un test di massa, in Campania siamo 6 milioni. I test saranno usati principalmente per garantire la tutela del personale medico.”

Saranno pronti in 10 giorni, invece, i moduli per la terapia intensiva, affidati con una gara d’appalto ad un’azienda del padovano. I primi 3 moduli (pre-fabbricati da 24 posti, comprensivi anche di ventilatori polmonari) saranno destinati a Napoli, Caserta e Salerno. Successivamente ne saranno consegnati 2 ogni 10 giorni, diretti al Loreto Mare, che nel giro di 30 giorni avrà, dunque, circa 76 posti letto di terapia intensiva. Tutto questo si aggiunge al “Piano Covid” regionale, che ha fissato come obbiettivo per tutte le ASL Regionali, quello di raddoppiare i posti letto per ricoveri ordinari, di terapia intensiva e sub-intensiva.

Nella catastrofica ipotesi si dovesse arrivare ai numeri della Lombardia, il Governatore conferma di aver pronto un “Piano C”, in cui tutti i malati “ordinari” saranno spostati nelle cliniche private.

LOTTA SERRATA AGLI IRRESPONSABILI

 

“Abbiamo avuto comportamenti irresponsabili, tutto questo sforzo immane rimane vano se non c’è la responsabilità di tutti i cittadini. Più siamo rigorosi e più si accorciano i tempi dell’emergenza. Manteniamo le distanze, anche e soprattutto negli ospedali, e maggiormente nei quartieri e nelle città. Chi qualche giorno va faceva la Movida, ora è ricoverato insieme a genitori e nonni. Coloro che sono tornati dal Nord non hanno avuto il senso di responsabilità di imporsi l’auto-isolamento ed hanno causato un picco di contagi”.

De Luca ha annunciato nuove restrizioni per le attività: “Chiuderemo tutti i cantieri, salvo quelli legati all’emergenza sanitaria. Chiuderemo l’attività d’ufficio di 550 comuni, bisogna chiudere tutto ciò che non è indispensabile”.

“Non bisogna cedere allo sconforto e all’angoscia – chiude il Presidente – tutti stiamo vivendo una situazione pesante, tutti vorremmo avere la possibilità di fare una passeggiata, ma non è possibile, siamo in guerra! Dobbiamo stringere i denti, abbiamo il diritto e dovere di pretendere da tutti lo stesso rigore. Il 20% di imbecilli non può rendere inutile il sacrificio di chi rispetta le regole. Abbiamo il nemico alle porte, pensiamo prima a vivere e poi a fare i dibattiti. Sollecito misure drastiche con conseguenze effettive, e se sono necessari provvedimenti durissimi per gli irresponsabili, dobbiamo prenderli senza pensarci su due volte. L’angoscia non serve a niente. Si è creato un clima in cui anche solo respirando ci sembra di assorbire il contagio, non cadiamo nel panico, che non aiuta a risolvere il problema, anzi lo aggrava. Ma guardiamo in faccia alla realtà, la situazione è pesante, ma il problema può essere governato e risolto senza esiti catastofici”.

Ricerca / Colonna destra

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER


Ambiente e salute

Aperta-mente

Nuove tecnologie

Gastronomia