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Verso il voto del 4 marzo - Noi con l’Italia convince gli indecisi


Gli indecisi scelgono Noi con l’Italia come primo Partito di Centrodestra e a sorpresa il ceto medio non rinuncia all’ascolto di temi sulla tutela della famiglia e a dare fiducia a chi parla di piccola media impresa con strategie di larghe vedute dalla tassazione alla programmazione di nuove opportunità di mercato in Europa partendo dalla consapevolezza che l’Italia è una Nazione di grandi risorse umane.

Poche ore al voto di domenica, la confusione è dettaglio non da poco per gli elettori che vivono una campagna elettorale vuota di contenuti strategici per la crescita della nostra Nazione. Non c’è alcuna vittoria ancora e Noi con l’Italia è l’unico partito cresciuto senza troppe luci che prende i consensi da giovani, famiglie e piccola media impresa. Il leader del M5S, Di Maio, s’è presentato al Quirinale preannunciando una lista di Ministri prima ancora di aver ricevuto l’incarico e sapere se avrà la maggioranza per governare dimostrando di cavalcare solo il malcontento e senza conoscere la gestione di un Governo. L’aspirante premier di centrodestra Matteo Salvini è salito sul palco a Milano in giacca e cravatta presidenziali giustificato dal fatto che la Lega cresce nel Centro Italia togliendo voti a Matteo Renzi e i suoi “moderati”; Salvini giurando sul rosario, ha detto che il Vangelo sarà il suo programma ma Dio non premierà nessuno fino al 5 Marzo. E «Berlusconi Presidente», come recita il simbolo della lista in una Coalizione, continua a far finta che una sentenza non gli impedisca di candidarsi ed essere spendibile per il Governo, ma di sicuro gli Italiani stanno premiando la sua loquacità carismatica capace di coinvolgere in poche settimane moltissimi elettori ad abbandonare il Partito Democratico di un Centro Sinistra non più unito. 

 

 

Ma è soprattutto tra M5S e Centrodestra che lo scontro negli ultimi giorni è diventato senza esclusione di colpi ed il Partito che più di tutti sta crescendo in silenzio è Noi con l’Italia, preso di mira con pregiudizio me partecipato da giovani e famiglie stanchi di accusare attacchi ma propositivi ad accettare l’incontro tra le differenti idee di Coalizione. Nei due schieramenti è diffusa la convinzione che la partita finale si giochi nel Sud, tra Campania e Sicilia e Puglia, in un pugno di collegi uninominali, chi dice 60, chi ormai 40, dove la vittoria potrebbe andare agli uni o agli altri solo per un pugno di voti e tutto giocato per una manciata di voti sulla soglia di percentuali bassissime. Ecco perché è cresciuto il Partito di Antonio De Poli, Lorenzo Cesa e Raffaele Fitto.

 

Se i 5 Stelle, che al Sud sono dati ancora in crescita giorno dopo giorno, riuscissero a prevalere, il Centrodestra, pur avvicinandosi, non avrebbe la maggioranza parlamentare anche se in queste ultime ore di campagna elettorale stiamo assistendo al crollo di un Centrosinistra che decide di votare per il costituente Centrodestra. E viceversa: se Silvio Berlusconi, Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Noi con l’Italia dovessero farcela, centrando in pieno o sfiorando la stessa maggioranza, nell’immediato chiederanno al Quirinale di formare un Governo stabile e con idee chiare.  

 

Quando il paradosso è messo al bando, non si evita il martirio se non con il silenzio o la banalità. Ciò che accadrà prende forma nelle ultime ore come non mai e lo sanno bene tutti i candidati in Italia e all’Estero.

Così Di Maio dettaglia bene che ogni incarico potrà essere ottenuto solo se la fiducia avrà una strada maestra da Lui sostenuta attraverso il M5S, ed infatti spiega di avere una idea geniale, quella di proporre un governo M5S-Pd-LeU-+Europa, una specie di Centrosinistra rivisitato, a cui Renzi e gli altri si adatterebbero per non andare a finire negli Inferi dell’opposizione. Ma gli elettori del Movimento cosa pensano di questo?

Quanto a Silvio Berlusconi, il più credibile avversario degli «incompetenti», descritti così in tutti i suoi comizi e interviste tv, non prende affatto in considerazione l’ipotesi di una «non vittoria», come quella del Centrosinistra nel 2013, o peggio ancora di subire un sorpasso all’ultima curva da parte del suo alleato Matteo Salvini, ciò che cambierebbe completamente il quadro del preteso, finora, successo del Centrodestra. Pazzia, follie, fantasie? Questo modo di pensare potrebbe risultare inesistente ma di sicuro ha fatto crescere una forza di Coalizione come Noi con l’Italia che prende consensi esponenziali nel Sud Italia dove si determina la prossima vittoria del 5 Marzo per la Coalizione di Centrodestra.

Giocare significa fare esperimenti col caso e nessuno può in questa campagna elettorale veloce e vuota avere il lusso di sbagliare gli ultimi colpi mediatici con i mezzi a disposizione per ogni candidato che si rispetti.

Fa’ riflettere ai sondaggisti la crescita dell’elettorato, non solo di “moderati”, per Noi con l’Italia negli ultimi giorni tra interviste mirate e con spazi ridotti tra la qualità dei temi affrontati e con l’accoglienza ad elettori stanchi degli estremismi e vogliosi di inserirsi con educazione e con partecipazione alle decisioni che il prossimo Governo di Centrodestra dovrà affrontare per una credibilità del Sistema Italia pronto a tornare tra le famiglie e la piccola  media impresa per tramandare alle nuove generazioni la certezza che gli Italiani sanno scegliere la sana politica tra la gente e non solo dei social.

Gli indecisi in queste ore sono attenti a carpire se ancora una volta i “moderati” del 2018 potranno fidarsi di uomini e donne d’esperienza e nella comunicazione e nei fatti Noi con l’Italia riesce a dare risposte strutturate alla rinascente classe politica che con le nuove generazioni non può perdere l’occasione di avere un approccio coraggioso da liberali immersi in una economia reale e virtuale costruita su idee e progetti vincenti quando la politica è sana nei principi.

 

di Giovanni Corleone

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