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Premio Paoliniano, U.Mele e M. Cassese: due esempi di amore per la Festa


Nola – Come sempre è stato un tuffo tra ricordi per ritrovare vecchie glorie della Festa che fu. Guardare al passato per costruire il futuro. E’ sempre stato questo il motto del premio Paoliniano che quest’ anno è giunto alla sua sesta edizione.

 

Il riconoscimento è andato a due autentiche bandiere della storia della Festa dei Gigli: Umberto Mele e Mario Cassese. Sul palco del teatro Umberto le figlie dei due protagonisti. Per Mele c’era anche la consorte di Umberto,la signora Maria.

 

Umberto Mele, è stato ricordato, era un grande amante della Festa. La sua macelleria era un vero e proprio cenacolo per kilometriche discussioni sull’Eterna. Il ricordo di tutti è legato alla famosa Bella Straniera scritta nel 1973 per l’Ortolano di quell’anno. Umberto pensò di dedicarla a sua figlia, l’allora piccola Lucia. Lei stessa ha ricordato l’aneddoto. “Con gli occhiali scuri che mi aveva regalato – ricorda Lucia – sembravo una turista, una straniera. E lui pensò bene di scrivere questa canzone dedicandola a me”. Purtroppo, Umberto non fece in tempo ad ascoltare la canzone, musicata dal maestro Felice Natalizio, cantata sul Giglio. Infatti venne a mancare prematuramente, prima della Festa di quell’anno. Mele, insieme al fratello Geppino ed un folto numero di amici per anni, tra cui Giuseppe Lodi, ha sempre promosso l’organizzazione della omonima paranza. “Mio padre – evidenzia l’altra figlia Umbertina – è sempre stato un grande amante della Festa, il suo carisma ed il suo rispetto era conosciuto anche a Barra. Il suo intendere la Festa è sicuramente d’insegnamento per tutti noi”.

 

Commosso anche il ricordo di Mario Cassese. A tracciarne il profilo le figlie Anna e Lucia, che hanno raccontato tutte le fasi e gli aneddoti che stanno dietro alla realizzazione della statua di San Paolino in via Ottaviano augusti ed oggi punto di riferimento della devozione dell’intera città. A ricordare Mario, anche l’onorevole Massimiliano Manfredi, da ragazzino molto legato a quell’uomo semplice, ma capace di grandi cose nel segno della devozione a San Paolino. “Ricordo – afferma Manfredi – le telefonate a mio padre per il progetto della statua e il viaggio a Massa Carrara per la scelta dei marmi”. Come sempre la serata ha proposto canzoni d’annata, tra le più belle della tradizione dei Gigli, con le voci di Carmine Parisi, Salvatore Minieri, Tino Simonetti, Felice Di Somma, Tonino Giuliano, Felice Parisi, Raffaele Caccavale.

 

Testimonials della manifestazione, come “nolani per un giorno”, il sacerdote Don Luigi Merola e l’attore Massimo Andrei, che hanno evidenziato l’importanza della Festa e dello stare insieme dal punto di vista dei valori della fede, ma anche sotto il profilo antropologico.

 

“Anche quest’anno – conclude il patron della kermesse, Vincenzo Iovino – il premio ha assolto al suo compito. Non dimenticare quanti hanno fatto grande la Festa affinché questi uomini, devoti alla tradizione e a San Paolino siano d’esempio per tutti noi”. 

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