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Gigli, Soprano “De Simone non ha mai detto che la Festa è violenta, ma la musica va cambiata perché cacofonica”


Nola - “De Simone non ha mai detto che la festa dei Gigli è violenta”. E’ stato il presidente della Fondazione Festa dei Gigli, Raffaele Soprano, a chiarire nel corso della sua audizione tenutasi questa mattina presso la commissione affari istituzionali, presieduta da Vincenzo Iovino, il pensiero del noto musicologo, direttore artistico della stessa Fondazione. “Il maestro – continua Soprano – ha inteso semplicemente evidenziare come la cacofonia e la volgarità della musica costituiscano le criticità più importanti della Festa. Un problema ancor più grave rispetto a quello delle stesse paranze che quest’anno si sono attenute alle regole che gli sono state consegnate, in particolare a quelle che imponevano una sola girata nei punti tradizionali. La Festa dei Gigli, ha sottolineato il maestro De Simone, ha assunto dei caratteri degeneranti provenienti da altre feste, invece, di assurgere a modello per gli altri. In tal senso si realizza una violenza nei confronti della città e della tradizione”.

Lo stesso Soprano ha sottolineato come il maestro De Simone abbia sottoposto all’attenzione della  Fondazione una relazione in cui viene esposta l’analisi del problema, la diagnosi e la possibile cura.

Un recupero ed una riqualificazione profonda della musica dei Gigli potrà avvenire, sempre secondo De Simone, attraverso un programma di dieci punti per lo svolgimento del quale occorrerà collaborazione da parte di tutti, in particolar modo della città. 

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