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Gigli, donati alla Curia vescovile due bozzetti di rivestimenti della bottega Tudisco


Nola - La tradizione del disegno e della progetto del rivestimento dei Gigli sono state onorate ieri sera dalla famiglia Tudisco attraverso la donazione di due bozzetti progettuali del proprio archivio al Vescovo di Nola S.E. Monsignor Francesco Marino.

La cerimonia di consegna delle opere si è svolta presso la Sala dei Medaglioni della Curia Vescovile. L’iniziativa,  promossa dalla dott.ssa Tonia Solpietro e da don Arcangelo Iovino, è volta ad arricchire l’allestimento del Museo Diocesano anche con una sezione dedicata alla festa dei Gigli.   

La progettazione costituisce una fase centrale ed importante del cerimoniale, testimoniata dall’esistenza di questi bozzetti d’archivio che documentano la passione con la quale artisti, architetti e scultori realizzano le opere che veicoleranno i gigli ed i rispettivi maestri di festa nella storia.

La raccolta dei bozzetti progettuali dell’archivio della Bottega Tudisco è stata oggetto di studio nelle recenti pubblicazioni  “IL PROGETTO DEL RIVESTIMENTO” e “IL CALENDARIO DIDATTICO SULLA FESTA DEI GIGLI”,  nati con il fine di rivitalizzare l’interesse verso questi spaccati che, talvolta, vengono trascurati e messi in secondo piano.  A giugno un’ulteriore occasione per apprezzare tali opere si è realizzata nella suggestiva cornice di Santa Maria La Nova, presso il Museo Storico Archeologico, dove l’associazione MU.S.A. ha promosso la mostra sulla cartapesta denominata “ricartapestiamo”.

La tradizione, sempre più di frequente,  lascia spazio a nuove tendenze che poco si coniugano con i momenti di arte e di cultura che la Festa dei Gigli è capace di generare. A questo proposito va segnalata l’assoluta assenza di iniziativa circa la costituzione di un archivio delle diverse componenti artistiche che spaziano dai bozzetti progettuali, ai pezzi storici di cartapesta, ai calchi storici. Così stiamo perdendo testimonianze importanti. Pensiamo al destino che attende ai depositi di calchi e cartapesta che giacciono nella Caserma Principe Amedeo, oggi sotto il controllo del Demanio. E’ un settore, quello delle botteghe d’arte e della cartapesta, che da tempo vive una crisi dovuta a diverse circostanze sulle quali occorre intervenire  se veramente consideriamo quest’arte un bene comune.

L’iniziativa di questa sera costituisce un ulteriore riconoscimento del valore delle botteghe come luoghi di cultura e anche di lavoro. Aprire una vetrina alla tradizione presso un sito culturale di rilievo quale il Museo Diocesano non può che valorizzare le componenti artistiche del cerimoniale.  Occorre, tuttavia, che la comunità accolga sotto la propria egida questa tradizione con un lavoro di sinergia, in modo da preservarla e assicurarla al futuro. 

 

di Maurizio Barbato 

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