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"SettembrArte 2017” - Si accendono le luci a Sant'Angelo in Palco Weekend di arte, musica e danza


 

Nola – Da attrazione artistica dell’agro nolano a luogo di abbandono e incuria. E’ la parabola discendente del convento di Sant’Angelo in Palco, complesso chiuso da circa cinque anni.

 

Da tempo immemore ormai non si celebrano più messe e soprattutto sono state sospese tutte le attività culturali, comprese le visite che i volontari del territorio promuovevano per valorizzare il sito. La struttura costruita per volontà di Raimondo Orsini nel 1400 rappresenta una delle testimonianze più evidenti del fulgido passato della città. Al suo interno sono contenuti dipinti preziosi e rilevanti opere d’arte. Inoltre sono allocati i sepolcri dello stesso Raimondo Orsini, Elena d’Aragona, ed Enrico Orsini, ultimo conte della città di Nola. Molto suggestivo, in particolare, l’affresco dell’”Ultima cena”di un autore ignoto, vera attrazione per tanti appassionati legati al filone esegetico che vede nell’opera la rappresentazione del matrimonio di Gesù con la Maddalena piuttosto che il famoso convivio con il quale il Cristo si congeda dai suoi discepoli, prima del supplizio del Golgota.

                                                                                                

Un vero e proprio tesoro che in questo momento è “sotto chiave”. Fino a qualche anno fa, il padre francescano che si occupava del complesso era riuscito ad abbinare l’attività di culto quella ricettiva, concedendo la possibilità agli sposi di poter celebrare i festeggiamenti nuziali, usufruendo dei locali del convento. Una prassi che è stata osteggiata da molti operatori del territorio e non vista di buon occhio anche da alcuni ambienti della Chiesa che tuttavia teneva in vita il complesso. Vi erano orari prefissati per l’apertura del complesso mentre le risorse economiche “prodotte in loco” erano sufficienti affinché la stessa manutenzione ordinaria venisse garantita. Il risultato finale era la presenza costante di numerosi visitatori. Da quando è stato posto fine a tutto ciò, il convento è caduto nell’oblio e nell’abbandono.

 

L’aspetto maggiormente sconcertante è che per tutti questi anni la vicenda è stata ammantata da un assordante silenzio, soprattutto da parte del titolare del bene, nel caso di specie, l’Ordine dei Frati Minori, nonostante i numerosi solleciti rimasti completamente inevasi.

 Ma a quanto pare, finalmente, qualcosa sta cambiando. Nel prossimo fine settimana, infatti, il convento sarà riaperto ,sabato dalle 18.00 alle 20.00, e domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 17.30 alle 20.00. Sarà, dunque,  possibile visitare la chiesa con l'altare, il chiostro rinascimentale con il refettorio ed ammirare gli affreschi con scene tratte dalla vita di San Francesco. L'iniziativa è promossa dall'amministrazione comunale guidata dal sindaco Geremia Biancardi con l'assessore alla Cultura Cinzia Trinchese che ha curato l’intero programma dedicato a SettembrArte. L’apertura eccezionale del convento di Sant’Angelo in Palco sarà arricchita dalla performance artistica, sabato 16 settembre,  di Andrea Doria sulla musica di Vivaldi, "Gloria". Domenica 17, invece,  la serata sarà allietata dalla musica dei Takking Quintet.

 

Si tratta di un’ importante occasione per riaccendere i riflettori sul complesso e che si è resa possibile grazie alla rinnovata sensibilità del nuovo Padre priore dell’Ordine dei Frati minori. Cittadino e non solo potranno riappropriarsi di uno straordinario patrimonio artistico e culturale, sperando che l’evento possa costituite la stura per un dare vita ad ragionamento più ampio sul futuro del sito e sulla sua onerosa gestione

 
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