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Il video-selfie: l’innovazione per misurare la pressione del sangue. La tecnologia è stata sviluppata dall’università di Toronto


Toronto - Una tecnologia avanzata che potrebbe rivoluzionare il modo di guardare ai selfie. A svilupparla l’Università di Toronto

 

La tecnologia è ormai parte integrante delle nostre vite, come i selfie d’altronde: e se da un selfie potessimo misurare molto più che la nostra fotogenicità? Se potessero diventare strumenti di prevenzione della nostra salute?

Dall’università di Toronto arriva la svolta: un video-selfie col cellulare può essere usato per misurarsi la pressione del sangue. Questo attraverso la tecnica chiamata transdermal optical imaging (TOI), testata in uno studio dell’Università di Toronto. Si tratta di uno strumento ottico in grado di leggere i cambiamenti nel flusso sanguigno nei vasi del viso e quindi calcolare la pressione del sangue con un grado di precisione molto simile a quella dei normali misuratori di pressione. Il progetto di un gruppo di studiosi dell’Università di Toronto è stato pubblicato sulla rivista «Circulation: Cardiovascular Imaging». Il «video-selfie» per misurare la pressione è stato testato su oltre 1.300 individui. Come tutte le grandi scoperte, anche questa è avvenuta per caso: anni fa, i due ricercatori Kang Lee e Paul Zheng stavano lavorando ad un software che rappresentava una sorta di macchina della verità. Per fare un’analisi di questo tipo, senza entrare in contatto diretto con l’individuo, bisognava utilizzare l’imaging ottico del viso. Durante la prima fase sperimentale si è riscontrato però che questo tipo di tecnologia era utile anche ad un altro scopo: misurare la pressione, da qui la decisione di seguire quest’onda. In tal modo molte più persone potevano trarne beneficio dall’utilizzo della app rivoluzionaria. Il funzionamento è semplice: con il proprio smartphone si produce un video del viso della durata di 30 secondi, da qui si possono «leggere» i cambiamenti del flusso di sangue nei vasi sanguigni del viso, il software dello smartphone poi traduce questa informazione ottica nei dati di pressione massima e minima dell’individuo. I risultati riportati dal software sono stati confrontati con quelli di normali apparecchi per misurare la pressione per un primo settaggio, quindi il software ha raggiunto una accuratezza del 95-96%. Se l’efficacia sarà confermata su un campione più ampio di individui, anche perchè Kang Lee ammette che saranno necessarie ulteriori ricerche per rendere la tecnologia più accurata, poiché il riconoscimento facciale tende ad avere margini di errore più o meno elevati a seconda della tonalità della pelle, questo sistema potrebbe entrare in uso per auto-misurazioni della pressione.

di Ludovica Beatrice Chiango

 

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