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Osteoporosi: arrivano le nanoparticelle magnetiche per trattare le fratture. Il politecnico di Torino lavora al progetto Giotto


Torino - Nell’ambito del programma Horizon 2020, coordinato da Chiara Vitale-Brovarone del Dipartimento di Scienza Applicata e Tecnologia del Politecnico di Torino, il progetto GIOTTO si avvale di nuovi materiali e delle tecnologie più avanzate per la gestione dell’osteoporosi. Il progetto si avvale della collaborazione di mediciscienziati e produttori di dispositivi biomedici per realizzare soluzioni personalizzate sulla base delle esigenze dei singoli pazienti. L’osteoporosi è caratterizzata da una riduzione della massa ossea e da un’alterazione della microarchitettura del tessuto scheletrico; quest’ultimo diventa perciò più fragile e maggiormente esposto a fratture, che potranno quindi essere spontanee o causate da traumi di lieve entità.

L’obiettivo del progetto è proprio sviluppare e testare nuove soluzioni per trattare l’osteoporosi, con l’ausilio di tecnologie all’avanguardia come stampa 3D e nanomateriali intelligenti. Poiché con l’osteoporosi il corpo, perdendo massa ossea, è più esposto al rischio di fratture, il progetto prevede la possibilità di personalizzare i dispositivi per rispondere efficacemente al tipo di anatomia e di frattura del paziente.

Per fare ciò si sfrutteranno delle nanoparticelle magnetiche funzionalizzate, ovvero delle nanoparticelle in grado di promuovere l’attività biologica delle cellule tramite uno stimolo meccanico controllato. Per poter migliorare la progettazione verrà inoltre sviluppata una piattaforma che raccoglierà i risultati sull’efficacia dei dispositivi utilizzati nei diversi casi.

di Ludovica Beatrice Chiango

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