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Nola, work shop per il recupero dell'Anfiteatro romano: gli studenti di Architettura del Federico II elaborano cinque progetti


Nola – Idee e proposte per la riqualificazione dell’anfiteatro romano e dell’area circostante. Sono quelle elaborate dal work shop promosso dal corso di laurea magistrale in Ingegneria edile – architettura dell’università Federico II. Venticinque gli studenti partecipanti, provenienti da diverse zone della Campania che hanno soggiornato alcuni giorni in città per una full immersion nell’analisi e nello studio del sito. A coordinare il progetto è stato il professor, Francesco Polverino, coadiuvato dai professori Francesco Viola, Francesca Bruni, Francesco Sorrentino, Chiara Barbieri, e Giovanni Zucchi.

Il progetto, “Nola, archeologia e progetto urbano: l’anfiteatro laterizio”, è stato realizzato con la partnership del Comune di Nola, visto che l’ex amministrazione Biancardi ne aveva pienamente condiviso le finalità. L’iniziativa si è articolata attraverso varie fasi, dal sopralluogo fino alla progettazione. Nel corso dei quattro giorni circa di lavoro non sono mancati i momenti di confronto e di dibattito che hanno visto, tra gli altri gli interventi, anche quello di Mario Cesarano, funzionario della Soprintendenza.

Molto interessanti sono stati i risultati emersi da questo inedito percorso. Ben cinque, le proposte di riqualificazione elaborate: “Stratum”, “Inveniam in viam”, "Continuum”, “Sinapsi” , “Intramoenia”.

E’ stata un’ importante esperienza per i nostri studenti – ha dichiarato il professor Francesco Sorrentino – che ha affrontato il tema della riconnessione dell’area di bordo con la città. Inoltre tutti i partecipanti hanno avuto la possibilità di verificare sul campo l’importanza del lavoro in team e della capacità di progettare in tempi molto brevi. Ritengo che si tratti di un ottimo modello in cui l’università si apre ai territori”

Le proposte hanno avuto come filo conduttore la tutela della città romana, privilegiando alcuni elementi di particolare pregio storico – culturale come l’anfiteatro, le mura, i resti del decumano. Tra i progetti di recupero, anche le capriate di una vecchia fabbrica che insiste nei pressi del sito storico che potrebbe inserirsi in un esempio di “archeologia industriale”. Tutti i lavori sono stati oggetto di una mostra allestita nella chiesa dei Santi Apostoli.

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