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Il ciclo di opere “Affondo celeste” di Prisco De Vivo “illuminerà” le Basiliche paleocristiane di Cimitile


 

Cimitile – Nelle prossime settimane le suggestive Basiliche paleocristiane saranno la location perfetta di una mostra dell’artista contemporaneo, Prisco De Vivo, che propone uno dei temi che ha sviluppato in questi ultimi anni di produzione artistica. Si tratta del filone mistico – religioso, definito “Affondo celeste”, che rappresenta un ciclo di opere che ha come tratto distintivo la rilettura in chiave intimistica del messaggio evangelico.

Un’interpretazione profonda del messaggio di salvezza elaborato da De Vivo che coincide anche con una fase particolare della sua vita dove la riflessione spirituale, progressivamente, è diventata sempre più dominante finendo per coincidere con la sua arte. Quello che ne viene fuori è un lavoro di profondo scavo interiore capace di reinterpretare con una sensibilità moderna, le domande, le angosce, ma anche, per alcuni, le certezze relative al rapporto con il divino. “L’impressione che si ha davanti alle opere di Affondo Celeste”- afferma Giovanni Ruggiero-  è che il maestro De Vivo abbia voluto “destrutturare” il sacro. La sua arte, appunto con questa “destrutturazione, si fa concettuale, pur restando, sostanzialmente nel figurativo”.

Le istallazioni saranno esposte temporaneamente all’interno della basilica di San Tommaso e riguarderanno “Crocifissione e redenzione”, “Trasfigurazione”, e “Ultima cena”

Le opere attraversano almeno dieci anni di attività intorno al discorso della mistica nell’arte contemporanea, – afferma Prisco De Vivo -  in un percorso cromatico informato a tonalità celesti e cobalto lungo uno scavo, un “affondo” esistenziale che è anche ricerca di senso. “Come se ci fosse un cielo capovolto nelle profondità della materia

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