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Nasce l'associazione della Rete italiana delle grandi macchine a spalla: Raimondo Rizzu, primo presidente


Nola – Con la costituzione dell’associazione della “Rete italiana delle grandi macchine a spalla”, le quattro comunità e le relative tradizioni festive delle città di Nola, Viterbo, Sassari, e Palmi, diventano un soggetto giuridico. Si tratta di un altro importante passo in avanti verso una più solida promozione, nazionale ed internazionale, della stessa Rete che al momento rappresenta anche un vero e proprio modello di sviluppo per l'intero patrimonio dei beni immateriali d' Italia, oggi equiparati a quelli materiali nel meccanismo dei finanziamenti, dopo la recente modifica normativa. Ed è proprio sul terreno dei progetti di valorizzazione e sulla possibilità di partecipare a bandi che si gioca la partita del futuro. Nel corso dell’evento, svoltosi l’altro giorno nella splendida cornice della sala di Pietro da Cortona in Campidoglio a Roma, le comunità delle quattro città hanno condiviso lo statuto nella neo associazione e nominato per acclamazione, il suo primo presidente, Raimondo Rizzu di Sassari. “La costituzione di un’ associazione della Rete è un obiettivo di grande importanza – afferma Antonio Napolitano, rappresentante della comunità nolana – finalmente siamo diventati un vero e proprio soggetto giuridico dove le comunità hanno la loro centralità”. Lo statuto è stato controfirmato sia dai rappresentanti istituzionali che da quelli delle comunità. L’importanza della nascita dell’associazione è stata ribadita anche dalla stessa coordinatrice della Rete, Patrizia Nardi che ha commentato “Un'altra importante tappa, per Rete delle Macchine e il patrimonio culturale immateriale italiano. Abbiamo fatto un punto, a quasi 5 anni dal riconoscimento Unesco. Abbiamo presentato - ha continuato ancora Nardi -  il piano di comunicazione integrato. Le comunità hanno sottoscritto lo statuto dell'associazione della Rete delle grandi Macchine a spalla Patrimonio Unesco. Molto abbiamo fatto, molto dobbiamo ancora fare

Folta la delegazione nolana intervenuta alla manifestazione, rappresentata sul piano istituzionale dal vicesindaco Cinzia Trinchese, oltre che dai rappresentati delle locali associazioni, delle paranze, e dei maestri di festa.

La prospettiva di un cammino condiviso insieme alle altre città “consorelle” rafforza l’idea che la Festa dei Gigli debba sempre di più lavorare per rendere concreto quel salto di qualità di cui sempre si parla. Va detto che in questi anni molti passi in avanti sono stati fatti grazie al lavoro sinergico compiuto dalla Fondazione, dall’amministrazione comunale, e dagli stessi protagonisti delle kermesse oltre che dall’intera comunità. Anche se permangono a Nola come nelle altre realtà festive  conflitti interni e diverse criticità, tipiche delle feste popolari, la direzione intrapresa è quella giusta. Nelle prossime settimane, la neo associazione, insieme alla coordinatrice della Rete, Patrizia Nardi, metterà in campo gli altri punti del programma del piano di salvaguardia. Tra le iniziative all’orizzonte una serie di eventi da svolgersi a rotazione, nel corso dell’anno, nelle quattro città.

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