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Nola, lettera di gratitudine di una mamma ai medici ed al personale paramedico del reparto di neurologia del Santa Maria della Pietà


 

Nola – Troppo spesso e ingiustamente, l’ospedale di Nola è al centro di polemiche che non rendono giustizia alla grande professionalità e umanità del personale medico e paramedico, nonostante si ritrovi ad operare, sovente, in condizioni logistiche critiche. Proprio per questo riceviamo e pubblichiamo una lettera di una mamma che per un certo periodo ha avuto il proprio figlio trentenne, Biagio, affetto da autismo, ricoverato presso il reparto di neurologia del Santa Maria della Pietà. Le sue sono parole di profonda gratitudine per medici, infermieri, e Oss.

Sono qui, in una stanza del Reparto di Neurologia, seduta accanto a mio figlio Biagio che dorme . Il tempo sembra non scorrere, si dilata in un presente del quale non vedo la fine, costellato di sensazioni, di emozioni: rabbia non ancora elaborata per quanto la vita ha riservato a questo ragazzo, che fin dalla nascita ha sperimentato il dolore, paura per il suo futuro,  su cui grava l'incognita delle crisi epilettiche, che gli sconvolgono il cervello, minacciando la sua vita. Ama tanto la luce, il sole,  il mare, la vita, Biagio! Ed ora, che sarà?Tutto questo penso, in queste  notti in cui dormire diventa un'impresa...Eppure, anche qui mi è venuto incontro il bene. L'ho visto nella professionalità e nell'amore dell'equipe che ha preso in cura mio figlio, autistico grave, immobilizzato da una paresi  per lesione midollare causata da una  caduta per attacco epilettico e  migliorando le sue condizioni motorie,  ma anche facendolo ridere, giocando con lui, creandogli intorno le premesse per restituirgli la voglia di vivere e migliorare, perché per ragazzi come Biagio il fondamento di ogni progresso è un rapporto basato dell'affettività. Il personale medico, i terapisti, gli infermieri gli OSS hanno mostrato tanta empatia nei nostri confronti, per questo Biagio ed io ci siamo sentiti in famiglia presso di voi!                  Mi spiace solo che saremo costretti a lasciare questa struttura che ci ha dato tanto supporto, per la mancanza di tutte quelle attrezzature necessarie a garantire a Biagio il massimo recupero possibile, come la piscina terapeutica. Pur dovendo lasciare questo luogo dove abbiamo trovato, lo ribadisco, competenza, professionalità ed anche tanta umanità,  la nostra riconoscenza non verrà mai meno: questa è la buona sanità pubblica che vogliamo, e che spero possa ricevere il giusto riconoscimento anche a livello istituzionale

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