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Nola, ospedale: inaugurato il nuovo Nido. Pronta la riapertura dell'ortopedia, ma restano i problemi per la carenza di personale


Nola – E’ stato attivato pochi giorni fa e senza clamori, il nuovo Nido dell’ospedale di Nola. Il completamento della struttura era attesa da anni: il reparto, oggi, è più grande e funzionale, con maggiori e migliori macchinari. Con la chiusura dell’intervento di adeguamento, si completa al meglio l’intera filiera dedicata all’infanzia insieme alla moderna pediatria, già rinnovata alcuni fa.

Anche i lavori al terzo piano volgono, finalmente, al termine. A breve, infatti, dovrebbe riaprire la nuova ortopedia, dopo il provvedimento di chiusura, qualche anno fa, ad opera dei Nas. In questo modo si mette fine all’emergenza che si è creata al secondo piano dove il reparto è stato, temporaneamente, traferito in uno spazio limitato e certamente insufficiente, tra la medicina e l’oncologia.

Il ritorno al terzo piano, se da un lato risolve il problema sul piano logistico, dall’altro non rimuove quello della carenza di medici che sembra essersi nuovamente ripresentato. Da sette, tra trasferimenti e pensionamenti, il numero dei camici bianchi è sceso a tre. Una quota sicuramente insufficiente alle esigenze del nosocomio. Già da tempo è difficile effettuare una regolare turnazione, considerato che oltre alle attività di routine, ogni settimana, sono programmati almeno due interventi chirurgici. Il pomeriggio e la notte, di norma, pare non essere assicurato un ortopedico, al netto di gravi emergenze per le quali si interviene con la reperibilità.

In questa estate che sta per terminare, la generale della criticità della mancanza di personale è stata tamponata con l’impiego di unità interinali. Alla scadenza dei contratti, che a quanto pare sono trimestrali, la questione è pronta ad esplodere in tutta la sua gravità, soprattutto per quanto concerne il personale paramedico che da una stima sembra essere carente almeno di due unità per ogni reparto. Il nosocomio bruniano è sottoposto ad un sovraccarico di accessi, circa 200 al giorno, presso il Pronto soccorso. Un flusso che si è ulteriormente aggravato negli ultimi anni anche a causa della drastica riduzione delle prestazioni del presidio sanitario di Pollena Trocchia. Accanto al discorso relativo alla carenza strutturale, vi è quella dell’insufficienza del personale. “Spesso non si riescono a garantire nemmeno cinque infermieri per turno”. Denunciano da tempo i sindacati.

Discorso a parte per gli ausiliari il cui vulnus si contabilizza in almeno una settantina di operatori. Su questo fronte non si registra alcuna novità. Una situazione che dunque resta gravemente in stallo, nonostante gli appelli allarmati provenienti da più parti, in particolare dalle sigle sindacali.

In molti casi, lo stesso personale infermieristico è costretto a svolgere le mansioni degli ausiliari con non pochi disservizi e disagi. Una situazione che non potrà reggere ancora per molto. 

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