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Ospedale di Nola, allarme sicurezza: due episodi di aggressione nei reparti di Cardiologia e Ginecologia


Nola – E’ allarme sicurezza all’ospedale. L’Sos arriva dopo due aggressioni subite da personale medico e paramedico, avvenute nei giorni scorsi. Teatro degli spiacevoli episodi di violenza sono stati i reparti di ginecologia e cardiologia del nosocomio. Stando alle testimonianze dei presenti, in entrambe le circostanze, parenti di alcuni pazienti, senza un giustificato motivo, hanno aggredito, prima verbalmente e poi passando alle vie di fatto, il personale in servizio. La colluttazione che ne è seguita ha provocato anche danni all’interno degli stessi reparti, evidenziando, ancora una volta, l’eccessività permeabilità della struttura e l’ inadeguatezza del sistema di vigilanza. Sulla questione è intervenuta la Uil che ha chiesto a gran voce un intervento da parte delle autorità competenti affinché sia rafforzata la sicurezza dell’ospedale.

Chiediamo che venga effettuato con urgenza e immediatezza un intervento istituzionale – scrivono in un documento Esposito e Ambrosino della Uil – per mettere riparo al vulnus di sicurezza esistenza che si è palesato in maniera plastica in occasione delle recenti aggressione avvenute nei reparti di Ginecologia e Cardiologia”.

La sigla sindacale suggerisce anche l’introduzione di alcune soluzioni di carattere tecnico. “Al momento è presente nelle ore notturne una sola unità armata al Pronto soccorso ed una sola unità al portierato, presso l’ingresso principale. Si tratta – proseguono Esposito – Ambrosino - di un numero estremamente insufficiente per garantire un adeguato livello di sicurezza. Sarebbe importante avere anche un servizio di ‘ronda’ con operatori mobili che monitorano tutta la struttura, con un incremento della dotazione organica che controllino il presidio sanitario in maniera più efficace, evitando preventivamente indebite intrusioni, nell’arco delle intere 24 ore”. Episodi di aggressione sono purtroppo un fenomeno quasi quotidiano che si sviluppano soprattutto in Pronto soccorso. Da tempo si sono invocate misure più rigorose che però al momento non sono state ancora adottate. Nei giorni scorsi l’ennesimo caso che ha alimentato nuove preoccupazioni sulla sicurezza dei lavoratori.

Nel frattempo con l’inoltrarsi dell’estate potrebbero acuirsi come sempre i problemi legati alla carenza di personale. Il problema di fondo è quello di un personale che è nettamente insufficiente nel numero rispetto alle esigenze di un ospedale, come quello di Nola, che conta circa 600 mila accessi all’anno con una posizione strategica, essendo l’unico presidio sull’asse Napoli – Avellino.

Il vero problema è legato alla circostanza che il nosocomio bruniano è sottoposto ad un sovraccarico di accessi, in particolare circa 200 al giorno, presso il Pronto soccorso. Un flusso che si è ulteriormente aggravato negli ultimi anni anche a causa della drastica riduzioni delle prestazioni del presidio sanitario di Pollena Trocchia. Accanto al discorso relativo alla carenza strutturale vi è quella dell’insufficienza del personale. “Spesso non si riescono a garantire nemmeno cinque infermieri per turno”. Denunciano da tempo i sindacati.

 

 

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