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Ospedale, stipendi non pagati agli addetti alle pulizie: la Flash minaccia provvedimenti disciplinari contro i lavoratori


Nola – L’ospedale di Nola è ormai diventata una vera e propria polveriera che vede consumarsi giorno per giorno, la dura contrapposizione tra la Flash, società appartenente al Consorzio Seaman e titolare dell’appalto delle pulizie, ed i propri lavoratori.

Quest’ ultimi da tre mesi non percepiscono lo stipendio e lamentano inoltre numerosi disagi che vanno avanti da circa due anni. Una situazione che li ha costretti ad un prolungato stato di agitazione e a ben due scioperi messi in campo, uno a dicembre e l’altro a metà aprile. Una vicenda che naturalmente non ha mancato di ripercuotesi negativamente sulle condizioni generali del nosocomio bruniano che da tempo presenta diverse criticità, sul piano igienico – sanitario, che non possono essere più accettate.

Il Consorzio Seaman, con una mossa inattesa, fa sapere con una nota come responsabili di questo stato di cose siano da ritenersi gli stessi lavoratori che in maniera massiccia si assentano dal lavoro. Si tratterebbe, secondo il Consorzio, di operatori già “attenzionati” rispetto ai quali annuncia di voler prendere seri provvedimenti disciplinari. “Riteniamo – prosegue la nota – gravissima l’interruzione di pubblico servizio in una realtà dove lo stato delle pulizie deve essere garantito sempre”. Per sbloccare l’ impasse, la Seaman aggiunge di voler mettere mano a numerosi trasferimenti di personale da altri distretti per porre fine ai disservizi e ripristinare immediatamente lo stato delle pulizie.

Una presa di posizione che lascia di stucco le organizzazioni sindacali, in particolare l’Usb. La sigla, infatti, evidenzia come, per quanto concerne lo stato di agitazione, siano state rispettate tutte le norme vigenti. In merito alle difficili condizioni igienico – sanitarie, punta, invece, il dito sulle gravi responsabilità a carico della Flash – Seaman che non solo da mesi non paga gli stipendi ( nonostante l’Asl abbia regolarmente corrisposto i mandati di pagamento), ma costringe gli stessi lavoratori ad operare in condizioni molto precarie. “Il disservizio – si legge nella risposta dell’Usb – non può essere assolutamente essere imputabile ai lavoratori, con sterili illazioni o presunzione di assenteismo spregiudicato, ma ha origine nel continuo disattendere da parte del Consorzio Seaman di tutti gli impegni sottoscritti e concordati tra le parti, soprattutto quelli avvenuti nelle sedi istituzionali, dimostrando l’incapacità strutturale ed amministrativa del Consorzio nel gestire le attività e sostenere la prosecuzione dell’appalto”.

Inoltre viene ancora sottolineato come la gestione del personale venga affidata in modo del tutto arbitraria, nella totale anarchia, senza regole ed in assenza di una serie politica di relazioni industriali e relazioni sindacali. “Il malcontento e il diffuso disagio psicofisico, presente tra i lavoratori – conclude la nota dell’Usb – provoca laceranti conflitti sui luoghi di lavoro e mino lo stato generale di salute dei dipendenti, peggiorando ulteriormente il servizio con ricadute importanti sui lavoratori e sugli utenti”.

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