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Ospedale di Nola nel caos, la Fsi denuncia le precarie condizioni igieniche. Gli addetti alle pulizie ancora in difficoltà per i ritardi nei pagamenti


Nola – E’ caos completo all’ospedale di Nola. Il crollo dell’altro giorno di parte della controsoffittatura in una delle nuove sale operatorie pare essere, a questo punto, solo il culmine di una situazione di decadenza generale.

Il nuovo fronte critico torna ad essere quello delle condizioni igieniche del nosocomio. La sigla sindacale Fsi, con un comunicato, ha denunciato come la ditta Seamen non stia assicurando, da circa una settimana, il normale servizio di pulizia degli ambienti ospedalieri. Nella nota si invitano i vertici dell’Asl Napoli 3 Sud a vigilare sul rispetto del contratto e delle clausole previste in caso di inadempimento al fine di tutelare la salute degli operatori e dei pazienti. “La Fsi – continua la nota – pur dichiarandosi solidale con i lavoratori che al momento stanno vivendo una fase critica nel loro rapporto con l’azienda aggiudicatrice dell’appalto, auspica che la vertenza venga risolto in maniera positiva nelle sedi competenti”.

La vicenda è emblematica della situazione paradossale che si vive al Santa Maria della Pietà, dove le varie emergenze finiscono per incrociarsi. Da tempo ormai, gli addetti alle pulizie, inquadrati nella Fash, a sua volta consorziata alla Seamen,                  non ricevono lo stipendio con regolarità: i pagamenti slittano continuamente con notevoli ritardi che finiscono per causare non pochi problemi. Molti di loro già hanno dovuto accettare un orario ridotto e dunque uno stipendio minore. C’è chi percorre anche 70 kilometri per raggiungere l’ospedale e persistendo il mancato pagamento, accusa la difficoltà anche per sostenere i costi degli spostamenti. Eppure l’azienda nei vari tavoli che si sono susseguiti aveva assicurato il rispetto dei termini. Anche l’ultima volta, per quanto concerne gli stipendi di ottobre, aveva garantito, affermano gli operatori, che gli stessi bonifici erano stati erogati, salvo poi giustificare il dietro front con il paravento di un problema tecnico con le banche. Fatto sta che le cose non sono cambiate, anzi in qualche modo sono peggiorate. Proprio ieri mattina la sigla sindaca dell’Usb ha comunicato come la Seamen abbia unilateralmente modificato i turni di lavoro. Una scelta, viene evidenziato, che potrebbe essere alla base anche di disservizi e contenziosi. “In particolare – si legge in una nota della Usb – perché parte dei lavoratori sono inquadrati part – time e quindi è necessario il consenso individuale; non è chiarito, poi, in che modo verrà retribuito il lavoro ordinario, festivo e domenica, inoltre non è stata diffusa alcuna circolare o ordine di servizio ai dipendenti che sottolinei in maniera inequivocabile le modalità di riordino”. Per questo motivo viene chiesta, in tempi brevi, la convocazione di un tavolo di confronto tra le parti. 

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