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Asi Caivano nella bufera. Gli imprenditori sul piede di guerra: oneri consortili “salatissimi” e servizi zero. Navas chiede le dimissioni dei vertici


Caivano -Gli imprenditori della zona Asi di Caivano sono sul piede di guerra. Nel mirino delle polemiche, il Consorzio Asi di secondo livello che per molte aziende evidenzia, ormai da tempo, una gestione lacunosa e lontana dai veri problemi dell'agglomerato industriale. Nell'ultimo tavolo di confronto, i vertici del Consorzio di Caivano, Avallone e Galdo, rispettivamente presidente e vicepresidente,  sono stati "messi all'angolo" da  una valanga di  doglianze espresse dalle numerose imprese presenti che hanno lamentato l'assenza di servizi essenziali e di ordinaria amministrazione, a fronte dei “salatissimi” oneri consortili che annualmente vengono corrisposti. 

 

Tra le criticità è finito anche il servizio di portierato dei varchi di recente affidato ad una nuova società, dopo una contestata gara d'appalto, e sulla quale pende ancora un ricorso, che non assicura i  controlli dovuti. Un vulnus che è alla base dei numerosi raid e furti patiti da diverse aziende. Avallone si è difeso appellandosi al completo disinteresse dell'Asi Napoli che avrebbe completamente abbandonato il Consorzio di Caivano al proprio destino. “Avallone è bravo a cambiare le carte in tavola – lo rintuzza Nino Navas, ex vicepresidente del Consorzio Asi Caivano – omette di ricordare che l'Asi Napoli non ha più rappresentanza  nel nostro Consorzio, proprio a causa delle profonde divergenze inerenti la gestione e l’assenza di uno spirito collaborativo. L'agglomerato di Caivano è tra i più competitivi del Sud Italia, ed ha bisogno solo di una gestione interna più attenta alle reali esigenze degli imprenditori. Una gestione affidata a imprenditori veri, non a semplici funzionari che non sanno cosa significa mettersi in gioco in prima persona. Tra le altre cose, va considerato come non abbiamo un efficiente servizio di raccolta di rifiuti e noi tutti siamo costretti a pagare società private per ottenere un minimo di pulizia. Tutto questo nonostante contribuiamo al 38 per cento dell'incasso totale della Tari del Comune di Caivano con il quale, l’attuale presidenza del Consorzio, non ha mai avuto una buona interlocuzione. Credo che bisogni lavorare, a questo punto, ad un nuovo Consorzio, atteso che nel 2020 lo stesso decadrà come prevede lo statuto. Questa è l’ idea condivisa dalla maggior parte degli imprenditori. Nel breve periodo, però, c'è una sola cosa che potrebbe aiutare: le dimissioni, caldeggiate da me almeno da un anno, di Avallone e di Galdo, attualmente al vertice del Consorzio, sebbene siano solo dei funzionari d’azienda e non i titolari”.

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